SOCCORSO SPELEOLOGICO: ESERCITAZIONE IN GROTTA BAGNATA
Le grotte nei gessi sono formate dall’acqua, non è raro che nelle grotte si trovi a superare tratti con laghi, corsi d’acqua e cascate. E questo vale sia per la progressione degli speleologi sia in caso di un eventuale trasporto di un infortunato in barella.
Sabato 12 aprile, la XII Zona speleologica SAER/CNSAS ha svolto una esercitazione di soccorso speleologico con queste caratteristiche presso l’Abisso G.B. Mornig in Comune di Brisighella nel Parco regionale della Vena del Gesso Romagnola, dove è presente un piccolo ma significativo corso d’acqua denominato “Rio mare” che si getta nella “Sala Farolfi” a formare una cascata di circa 15m.
Nel corso della esercitazione sono state valutate sia tecniche di recupero, per evitare il più possibile l’acqua, sia una adeguata protezione termica di infortunato e soccorritori, tramite mute in neoprene, con l’obiettivo di individuare l’approccio adeguato a queste casistiche.
Il regime idrico può essere critico anche per una normale progressione in ambiente ipogeo e in caso sia necessario un intervento di soccorso crea ulteriori e non piccole complicazioni sia per il recupero sia per l’approccio sanitario e di medicalizzazione.
Anche per questo invitiamo tutti gli speleologi alla massima prudenza e a valutare sempre ed in modo approfondito le previsioni meteo e il regime idrico delle grotte frequentate.
GUARDA IL VIDEO - CLICCA QUI'


















