ESercitazione Interdelegazione SPELEO
Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU).
Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi. Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione. In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











ESercitazione Interdelegazione SPELEO Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU). Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi.
Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione. In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











ESercitazione Interdelegazione SPELEO Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU). Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi. Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione.
In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











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Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











ESercitazione Interdelegazione SPELEO Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU). Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi. Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione. In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione.
Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni.
Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











ESercitazione Interdelegazione SPELEO Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU). Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi. Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione. In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai!
Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.











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ESercitazione Interdelegazione SPELEO Dal 19 al 21 settembre scorso i tecnici del CNSAS Emilia-Romagna XII Speleo, insieme ai colleghi di Toscana e Marche, hanno preso parte a un’importante esercitazione presso la grotta “Buca sopra la cava Bassa di Carcaraia” – Complesso Abisso Saragato (LU). Scenario simulato: recupero di uno speleologo infortunato a 530 m di profondità, in un ambiente caratterizzato da sviluppo verticale e passaggi estremamente impegnativi. Ostacoli principali: un pozzo da 120 m, meandri che hanno rallentato l’avanzamento e strettoie che hanno richiesto la massima attenzione. In campo: 34 tecnici, logisti e coordinatori, che si sono turnati in tre squadre lavorando senza sosta per 35 ore. Presente anche un medico CNSAS, che ha monitorato i parametri vitali e fornito cure durante tutta la simulazione. Un grande lavoro di squadra, che ci ha permesso di testare procedure, consolidare competenze e rafforzare la collaborazione tra delegazioni. Un ringraziamento a tutti i partecipanti e… sì, confermiamo: sulla barella qualche sana rivalità tra regioni non manca mai! Ma è proprio da queste differenze che nasce la vera forza del Soccorso Alpino e Speleologico: la capacità di unire energie, esperienze e professionalità diverse per raggiungere insieme un unico obiettivo - la sicurezza di chi va in montagna e in grotta.


















